Papa Francesco ha chiesto alla Chiesa di interrogarsi sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Lo fa ponendosi in ascolto dei giovani per riconoscere, interpretare e scegliere Gesù nella propria vita. Una sfida delicata ed attenta che ha bisogno del supporto dello Spirito Santo che passa anche attraverso la nostra preghiera.

In questo momento ci chiediamo, l’Azione Cattolica come può porsi in questo contesto? Soprattutto, come si può contribuire ad affascinare il mondo, in modo particolare giovanile, alla figura di Gesù e della sua Chiesa? Noi abbiamo un compito importante, siamo coloro che raccontano le meraviglie che il Signore compie in e per noi. Siamo chiamati a testimoniare, annunciare e vivere il Vangelo in modo da far emergere la bellezza di seguire e scegliere Gesù nella nostra quotidianità fatta di momenti, istanti e diversi ambienti. Chiamati ad essere in cammino verso la santità che passa nell’azione missionaria di coloro che non si accontentano della mediocrità, ma che desiderano il più della vita. Sembrano sfide troppo grandi e pesanti per noi, eppure, se ci pensiamo bene, nella semplicità del nostro ritrovarsi in associazione impariamo lo stile del Vangelo, lo stile di Gesù che portiamo dove ci troviamo. Come contribuire ad affascinare il mondo alla figura di Gesù e della sua Chiesa? Semplicemente meravigliandosi dei doni che Egli ci fa e porli al servizio di dove ci ha voluti.

Lettera pastorale per l’anno 2018-2019

Carissimi confratelli presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate e fedeli laici della Chiesa di Concordia-Pordenone, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro.

Ho scelto la frase Toccare la carne di Cristopronunciata da papa Francesco nella Veglia di Pentecoste con i movimenti il 18 maggio 2013, per sintetizzare il cammino pastorale di quest’ anno sulla povertà, perché torni ad essere al centro della vita cristiana personale e delle nostre comunità. Facciamo nostre le parole di Papa Francesco: “Toccare la carne di Cristo, prendere su di noi questo dolore per i poveri. La povertà, per noi cristiani, non è una categoria sociologica o filosofica o culturale: no, è una categoria teologale. Direi, forse la prima categoria, perché quel Dio, il Figlio di Dio, si è abbassato, si è fatto povero per camminare con noi sulla strada. E questa è la nostra povertà: la povertà della carne di Cristo, la povertà che ci porta il Figlio di Dio con la sua Incarnazione. Una Chiesa povera con i poveri incomincia con l’andare verso la carne di Cristo”. 

Dopo il Carnevale: maschere, coriandoli, chiacchere e quant’altro, ci incamminiamo verso la Pasqua. Lo facciamo con segni e riti austeri e forti, che ci riportano all’essenza della nostra vita: “Polvere eri e polvere ritornerai”. Forse questa è un po’ troppo come essenza, ci accontentiamo anche del: “Convertiti e credi al Vangelo”.
Scherzi a parte, la Quaresima è per noi opportunità di ritornare al centro della nostra fede; è una palestra di vita in cui riscopriamo tre movimenti “ginnici” costitutivi della ginnastica di fede: l’elemosina, la preghiera e il digiuno.

Vivere in maniera proficua quest’occasione di conversione e riscoperta ci permette di approfondire il nostro rapporto personale, comunitario e associativo con il Signore Gesù. Vivere la Quaresima come cammino in salita con lo sguardo rivolto verso la meta: la Pasqua; esperienza che ha trasformato il nostro vivere e che siamo chiamati a fare propria e a testimoniarla con la gioia dei primi apostoli e discepole che hanno incontrato il Risorto.
La Quaresima diventa, così, occasione vera e concreta di sperimentare la “spiritualità incarnata”.

Buon cammino a tutti, accompagnati dalla Vergine Maria e sostenuti dai Santi e Beati dell’AC.

Per noi cristiani è importante ricordarci un particolare, non di poco conto, che Dio, nel Verbo Gesù, si è fatto carne (cfr Gv 1,14). Questo ci sta a dire come Egli si sia compromesso fino in fondo con l’umanità che ha creata e pensata da sempre. Si è sporcato le mani sia del fango con cui ci ha plasmati (Gen 2,7), sia del sangue con cui ci ha redenti e salvati (cfr. 1Cor 6,15-20).
Noi cristiani, specialmente aderenti di Azione Cattolica, abbiamo questa missione da testimoniare: di fede, di amore e di passione che si concretizza nell’attenzione alla formazione, all’educazione, ma anche al mondo. Alla vita del mondo! A ciò che succede nella nostra Italia e nel nostro territorio. Non siamo disincarnati, ma viventi in un territorio che ci chiede, ora più che mai, di metterci in gioco fino in fondo. L’Azione Cattolica insegna ad impegnarci, come laici, a portare il Vangelo in ogni ambiente abitato.

Siamo prossimi all’8 dicembre e, come tradizione, la nostra Associazione vivrà un momento splendido in cui i nostri “SI” risuoneranno nel nostro cuore, nelle nostre chiese e nei nostri paesi come eco di un rinnovo a cui teniamo e crediamo. Accompagnati dal grande “SI” di Maria che ci sostiene e ci guida verso Gesù.
Rinnovo la stima e l’affetto per questo coraggioso, bello e gioioso atto di fede assicurando la mia preghiera per tutti voi. Quando ci si dona con cuore allegro e disponibile, leggero da tante resistenze, il Signore centuplica la nostra piccola offerta (quelle due monetine famose) e lo fa diventare un tesoro di grazia per tutti.

Cari aderenti dell’ACR ed SG buona festa dell’Adesione.

Maria, regina della Pace: prega per noi!

L’Avvento è tempo di attesa, di riscoperta e di grazia. È un tempo in cui ci disponiamo a riconoscere Gesù come parte essenziale nel nostro cammino di vita. In questo itinerario, che si apre davanti a noi, siamo invitati a riscoprire il senso del vegliare e dell’attesa: quell’emozione che si percepisce quando sentiamo arrivare qualcuno cui siamo affezionati e a cui vogliamo bene. Un’emozione che sfocia nella gioia e nella felicità, una volta vistolo. Lasciamoci guidare dalla piccola luce della candela che, domenica dopo domenica, ampliandosi, diventa focolare davanti alla mangiatoia. Fuoco che riscalda e non brucia, proprio come il “roveto ardente” di Mosè (Es 3) che indica la presenza di Dio, in Gesù.
Buon cammino di riscoperta e di attesa….

La nostra fede ha bisogno di essere alimentata ogni giorno con piccole gocce di grazia che, come rugiada, si appoggiano nel nostro cuore e lo dissetano. Come Assistenti desideriamo proporvi questa nuova sezione del sito Accanto che ha come scopo fornire spunti di meditazione, di preghiera personale, di lectio, di sosta e altre cose per stare con Gesù. Un piccolo strumento, oltre a quelli che già si hanno, per evidenziare come sia importante nutrire e formare la nostra spiritualità nell’AC e con l’AC.

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