Weekend giovani “Ma sulla tua parola getterò le reti, e presero una quantità enorme di pesci che quasi le reti si rompevano”
Il 14 e 15 giugno abbiamo partecipato al weekend giovani, quest’anno non era in Casa Alpina, ma in Cittadella Cielo a Belluno accolti dall’associazione Nuovi Orizzonti fondata da Chiara Amirante.
Nuovi orizzonti si configura come Associazione di volontariato onlus e come Associazione privata internazionale di fedeli Nuovi Orizzonti di diritto pontificio, riconosciuta dalla Santa Sede. La vocazione specifica dei membri di quest’ultima è testimoniare la Gioia di Cristo Risorto (Gv 15,9-17) ponendo una particolare attenzione al mistero della discesa agli inferi di Gesù. I Cavalieri della Luce prendono l’impegno di vivere il Vangelo per rinnovare il mondo con la rivoluzione dell’Amore. Ad oggi l’impegno di Nuovi Orizzonti si sviluppa in diverse Aree di servizio e si concretizza nella realizzazione di centri, comunità di accoglienza e numerose iniziative.
L’avventura di Nuovi Orizzonti inizia nel ’91 quando Chiara decide di recarsi di notte alla stazione termini per incontrare tanti giovani in situazioni di grave disagio che hanno fatto della strada la loro “casa”. Chiara già dal ‘96 condivide con alcuni amici, che con lei vivono questa avventura, un sogno: “Cittadella Cielo” un villaggio di accoglienza e di formazione in cui tutti si impegnano a vivere la legge del cielo: l’amore che Gesù è venuto a insegnarci. Il nuovo progetto, particolarmente impegnativo, appare subito, agli occhi della stessa Chiara una ‘mission impossible’, ma ancora una volta la fede e l’amore la porterà ad impegnarsi nella realizzazione di 5 cittadelle cielo in diversi paesi.
Ci siamo quindi lasciati accogliere, stupire e toccare da questa bellissima realtà e dal vangelo dell’anno (Lc 5:1-11) su cui abbiamo meditato e condiviso.
È difficile descrivere questi due giorni vissuti alla Cittadella Cielo. Sono stati momenti in cui, catapultati all’interno delle vite dei giovani presenti in comunità, siamo rimasti spiazzati e senza parole da quanto naturalmente ci hanno mostrato le proprie fragilità, i propri bui e la strada grazie alla quale sono riusciti a svoltare la propria vita. Non sono mancati momenti per stare insieme e per conoscersi meglio, per giocare e per festeggiare, per mangiare e per poi lavare i piatti, per imparare nuovi canti e per ballare, per pregare e per essere addirittura dei registi. È stato un weekend giovani diverso dal solito, dove ci siamo lasciati prendere per mano da una comunità che accoglie e che vive, “con gioia in cuor”, quel volersi bene che proviene dal Cielo. Grazie di cuore. Lorenzo
Tanto divertimento, momenti di fraternità, comunicare con Dio. Grazie, maestro per questo gran weekend nel volersi bene. Enrico
…con troppi “se” e molti “ma” non si sarà mai capaci di ascoltare quello che Dio ci sta dicendo… In questi pochi giorni abbiamo incontrato ragazzi e adulti che ci hanno testimoniato la gioia di vivere in una nuova dimensione basata sul fare verità e discernere la volontà di Dio senza nascondere il grande impegno e la fatica che ci hanno messo, e che tuttora continuiamo a metterci, per ritornare a vivere. Non conta chi sei stato bensì chi sei! Nonostante il poco tempo trascorso insieme ci siamo sentiti famiglia, accolti con semplicità in un tempo di ascolto e dialogo sincero, cuore a cuore. Chiara
Mi sono sentita a casa, sono stata me stessa, senza dover dimostrare niente a nessuno, una sensazione bellissima e di grande pace. In questa comunità ho toccato l’amore e la fraternità come li intendeva Gesù. Un amore che ti smaschera, ti mette in cammino ma soprattutto ti rende capace di verità, di autenticità, di accoglienza, di gioia! Mi hanno molto colpita le due domande che sono state fatte ai ragazzi: quando ti è successo di capire che quello che facevi non portava più frutti? Ad oggi, dopo aver gettato le reti dall’altra parte, cosa stai pescando? Nelle loro risposte, nelle loro storie, mi sono ritrovata e hanno risuonato in me molte frasi che riposto qui sotto (e che magari possono essere utili anche per te) “rompere le catene della paura, dell’ approvazione, delle dipendenze” “chi sono io? La mia vera identità?” “Andare avanti senza scegliere mai” “puoi fare mille cose ma se non ami resti vuoto” “il Signore mi chiede di stare, di essere dono per ciò che sono, a Gesù interessi tu, non quello che fai, i tuoi risultati, i tuoi talenti, ma la persona che c’è dietro tutto questo” “una vita sicura è semplice, ma una vita verso il cielo ti fa essere pronto alla morte tutti i giorni, perché ogni giorno sai di essere felice”. E allora forse ci vuole solo un po’ di coraggio nel lasciare la sponda per passare all’altra riva, non da soli, ma con Lui. Lucrezia
Se dovessi trovare una parola per riassumere questa esperienza molto probabilmente ne sceglierei una tra “Accoglienza” e “Serendipità”. Accoglienza perché sin da quando siamo arrivati abbiamo subito respirato un clima amichevole e di fratellanza che ha allietato i nostri cuori per tutto il fine settimana, facendoci sentire parte di qualcosa sin da subito. Serendipità (ovvero “La capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte”) perché nella semplicità di questi giorni ho riscoperto una parte di me che credevo assopita per sempre. Per questo quindi volevo ringraziare tutti per questa esperienza che mi terrò stretta per sempre. Riccardo
Partire non del tutto convinto a causa di tutte le fatiche e le difficoltà della vita quotidiana e ritrovarsi a dire per fortuna che sono venuto. Questo è stato il weekend giovani per me. Non conoscevo il posto dove eravamo, sapevo solo che era un’associazione. Pensavo che dovessimo fare dei lavori/servizi, ed invece sono rimasto seduto ed inerme ad ascoltare. Ad ascoltare dei ragazzi giovani, alcuni anche più giovani di me, mettersi a nudo raccontando le proprie fragilità e le proprie difficoltà a delle persone conosciute mezz’ora prima. Raccontare cose che probabilmente io non avrei raccontato neanche ai miei amici più stretti, ed invece loro le raccontavano a noi nella più totale naturalezza e tranquillità. Questo coraggio e questa forza ci hanno trasmesso quanto loro si sentano amati dal Signore per come sono, senza maschere o inganni, perché Dio ci ama per quello che siamo, non per i risultati che otteniamo o per quello che facciamo. “Anche se avevo tutto mi sentivo vuoto ed infelice, non ero veramente io” e “Chi sei tu?” sono le frasi che mi sono portato a casa e che ancora continuano a frullarmi nella testa e sulla quale dovrò riflettere. Anche se erano passate solo 24 ore, sembrava che ci conoscessimo da tanto tempo e al momento del ritorno a casa ho avuto un po’ quel magone che di solito si prova quando si ritorna a casa dopo una settimana di campo. “Con gioia in cuor” dico GRAZIE Cittadella Cielo. Giovanni
Questo weekend giovani è stato per me un’occasione preziosa per rallentare, uscire dalla frenesia della quotidianità e ritagliarmi del tempo per ascoltare. Ascoltare giovani e adulti che, in momenti di difficoltà, si sono trovati a fare i conti con la domanda più profonda: “Chi sono?”. Una domanda che prima o poi tocca tutti noi, ma a cui ognuno risponde in modo diverso. Loro hanno scelto di condividere con noi le proprie fragilità e i momenti di smarrimento, mostrando come, proprio in quelle crepe, si sia fatta strada la luce della Fede e dell’Amore. Non un amore teorico o una fede fatta di parole vuote, ma qualcosa di vivo e concreto, che trasforma la vita, che si incarna nelle storie reali. In questi giorni, però, a parlare non sono stati solo loro. A farsi sentire è stato anche quel Qualcuno che, attraverso i volti, i gesti e le voci di ognuno, ha reso tangibile la Sua presenza. In un clima di accoglienza, semplicità e familiarità, abbiamo potuto toccare con mano una Gioia autentica, che si è fatta spazio anche nella preghiera e nella riflessione sulla Parola. Siamo tornati tutti con il cuore pieno, con la sensazione di aver trovato un altro posto da poter chiamare “Casa”, e per questo l’unica parola da poter usare è GRAZIE. Elisa
Questo weekend giovani è stato un po’ come entrare in un paradiso, tutto quel verde, non si sentiva nulla tranne l’acqua che scorreva di fontane, torrenti e corsi d’acqua. Isolato dal resto del mondo, dai social, dalle preoccupazioni, senza quella sensazione di dimostrare qualcosa a qualcuno. Ora capisco che il nome cittadella cielo non è solo un nome che suona bene. La cosa che mi è rimasta più impressa è vedere tutti con il sorriso. Persone che aprendosi fin da subito ci hanno parlato nel dettaglio delle loro cadute, di quando hanno toccato il fondo, e lo raccontavano sorridendo, come se avessero ormai capito tutto, come se avessero sentito la parola di dio che gli diceva di gettare le reti dall’altra parte… e quanti pesci stanno tirando su. Forse ho assaggiato quella che si chiama PACE. Grazie di cuore. Federico

