Tutto è cominciato a Luglio dell'anno scorso, quando diciotto ragazzi degli ultimi anni delle superiori hanno cominciato l'avventura dell'Anno Orientamento. Parola strana, questa, che evoca, per un aderente dell'AC della Diocesi di Concordia Pordenone, un "momento di passaggio", una tappa importante. In effetti l'Anno Orientamento porta con sé i caratteri della "curva di svolta", con tutto il portato di crisi, di fatica, di scarsa chiarezza, ma anche di coraggio, di nuove prospettive aperte, di futuro, che questo passaggio possiede.

È stato così anche per i nostri giovanissimi: incertezza, trasformazione, tanti dubbi, ma poi, alla fine, strappata all'ultimo o maturata consapevolmente, è arrivata la scelta. È arrivata Domenica 24 Maggio, in una Maniago illuminata dai caldi raggi del sole, presso la chiesa dell'Immacolata Concezione.

Ma ripercorriamo le tappe di questo "Anno Orientamento 2014-2015", cercando di riprendere il filo lasciato all'inizio dell'articolo. "He keeps you runnin'", dove quel "He" evoca decisamente il Silenzioso Protagonista di ogni storia: questo era il titolo del Campo di Orientamento. Le parole del titolo "storpiavano" quelle della sigla di un noto film, "Forrest Gump". Correre, camminare, uscire: questo è stato il tema sotterraneo che ha accompagnato i ragazzi del Campo. Una settimana trascorsa presso la casa di Porcia a Barcis, in cui è nato un clima di costruttiva vita comune. Il ridotto umero di ragazzi ha permesso ad ogni partecipante, compresi gli educatori e gli assistenti, di intrecciare preziosi legami di amicizia, oltre che profonde relazioni educative. Numerosi testimoni, presenze significative che hanno accompagnato la "corsa" dei ragazzi. Tra questi, il Vescovo Giuseppe, e i volontari e gli assistiti dell'associazione "Locomovita".

Ad Ottobre, con un gruppo arricchito da nuove presenze, è cominciato l'Anno Orientamento, scandito in sei incontri, legati ciascuno ad un verbo-chiave contenuto nel sistema formativo di base diocesano. "Desiderare", abbiamo incontrato Gigi Piccoli, co-fondatore dell'Associazione "Il Noce" di Casarsa, che ha raccontato come dalla "piccola misura" di un sogno portato nel cuore possano nascere progetti che hanno un riscontro serio e concreto nella realtà sociale. "Progettare", ed insieme ad Alex Coden e Paola Colussi del Laboratorio della Formazione abbiamo approfondito il progetto dell'Azione Cattolica, comunità e luogo dove poter ancorare il proprio progetto di vita e di maturazione umana. "Simboleggiare", siamo stati ospitati per un week end dalla Comunità Monastica "Piccola famiglia della Resurrezione", scoprendo insieme a don Giorgio i simboli nascosti nella Storia e nella Parola, attraverso i quali discernere la chiamata alla vita piena. "Abbracciare", incontro vissuto insieme a Marco Anzovino, educatore presso una Comunità per Tossicodipendenti, musicista e cantautore. La passione travolgente di Marco per le storie umane, la sua capacità di raccontarle (e cantarle!), ci ha fatto nascere la voglia di buttarci nella strada delle relazioni di servizo e di cura del prossimo. Infine, "Intraprendere", accompagnati da un'educatrice salesiana, un volontario di croce rossa, e un'operatrice di clown-terapia, abbiamo scoperto differenti modalità di servizio extra-associativo.

L'ultimo "pezzo di cammino" (in senso metaforico ma anche letterale!) è stato percorso dai giovanissimi partendo da Frisanco. Qui abbiamo vissuto una due giorni, 23-24 Maggio, in cui approfondire, condividere ed assumere la propria scelta di servizio. Sabato sera abbiamo camminato, illumiando il buio del bosco con delle candele, nella strada verso il Santuario della "Madonna della Stangada", in una veglia itinerante. Infine domenica mattina e pomeriggio, armati di mappa, pranzo al sacco, una discreta dose di ansia, gli orientandi hanno percorso, divisi a gruppetti, ma non accompagnati dagli educatori, differenti strade e sentieri, ritrovandosi a Maniago come tappa d'arrivo. Alle 17, ristorati dopo il cammino, abbiamo celebrato l'Eucarestia insieme agli amici, i parenti, gli associati delle parrocchie di provenienza, e ogni giovanissimo ha pronunciato la propria scelta di servizio, maturata nel corso dell'anno e nel week-end trascorso insieme.

Così Prata, San Stino, Corva e Chions, le parrocchie di appartenenza dei giovanissimi, accolgono ora dei giovani che si sono impegnati, ciascuno con il proprio stile e la propria scelta personale, a vivere un servizio, nella semplicità della propria storia. Nessun "per sempre", possiamo dire, ma un "per ora": siamo convinti che non si debba temere l'incertezza o l'insicurezza che ha accompagnato la scelta di molti ragazzi. Questa rispecchia il modo di stare al mondo dei nostri giovani. Una forma che lascia perplessi alcuni, e stupiti altri. Una forma che però porta dei frutti insperati e inattesi. Ogni giovanissimo che abbiamo accompagnato in questo "pezzo di strada", come fratelli maggiori, rappresenta per noi educatori (e, siamo convinti, per l'Associazione intera!) una meravigliosa singolarità, che custodisce tesori preziosi, e che, ci auguriamo, fiorirà, portando delle "goccie di splendore" nella storia degli uomini.

Luca Terenzi

L'equipe 2015 dell'Anno Orientamento
Roberta, Matteo, Andrea, Emanuele, Silvia, Maura, Meri, Cinzia, Luca , Luca, Suor Marina, don Angelo.

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