Eccoci alla partenza dei campi associativi diocesani organizzati dall’Azione Cattolica.

Dal 15 luglio la Casa Alpina di Cimolais ospiterà il primo campo scuola Acr e fino all’11 agosto si susseguiranno anche in altre 4 case ben altri 10 campi Acr e Acg (compreso il campo Orientamento che coinvolge di norma i giovanissimi della terza superiore), il campo biblico (organizzato insieme al servizio diocesano per la Catechesi) e i campi di formazione al servizio e per educatori.

Un totale di oltre 650 associati e simpatizzanti coinvolti tra ragazzi, giovanissimi, giovani , famiglie, adulti , assistenti ai quali si aggiungono il personale che con il proprio servizio contribuisce a rendere possibile la realizzazione di queste esperienze (cuoche , aiuto cuoche/i, direttori, inservienti).

L’esperienza di un campo, esperienza indelebile e indimenticabile nella mente e nel cuore di chi lo vive, si comincia a costruire un anno prima con la prenotazione delle case, poi verso febbraio/marzo si avviano le pre iscrizioni, necessarie per poter iniziare a costruire le settimane dei campi cercando di suddividere i ragazzi per arco di età vedendo le disponibilità date dagli educatori. L’equipe del campo biblico si forma già tra gennaio e febbraio e comincia la programmazione della parte del campo per gli adulti, famiglie e da qualche anno anche per i bambini delle famiglie.

A livello diocesano, pertanto, si cerca di fare in modo che tutti coloro che desiderano fare il campo di Ac riescano a partecipare: a volte le combinazioni non sono semplici! Ma grazie al lavoro della commissione estate e delle equipe Acr e Acg si cercano le soluzioni migliori affinchè nessuno rimanga escluso. Nello stesso periodo si comincia la ricerca di cuoche/i, aiuto cuoche/i e direttori: organizzando diversi campi il numero è elevato…a volte si arriva a trovare le persone disponibili a ridosso della partenza dei campi…ma è sempre un piacere ricevere la risposta positiva di qualcuno: in questi anni sono diverse le persone che sono state coinvolte e alcune addirittura si prenotano da un anno all’altro per fare questo servizio; e chi non può più farlo per vari motivi è quasi dispiaciuto nel dire di no!

A fine maggio le equipe di campo sono quasi complete e si programma la formazione per i capi campo e per l’equipe (almeno due o tre incontri). Nel frattempo iniziano ad incontrarsi le stesse equipe capitanate dal capo campo che viene scelto dalle equipe Acr e Acg: sono almeno 5 gli incontri, all’interno dei quali partecipa, per quanto possibile, l’assistente (di norma un sacerdote) oppure l’animatore per la preghiera (un laico preparato). Durante questi incontri oppure in alcuni momenti del campo si vive anche un tempo di formazione, spiritualità dedicata all’equipe di campo.

Ed ecco che il campo prende forma: si parte dal cercare di conoscere i ragazzi/giovanissimi: provenendo da varie parrocchie e gruppi diversi è importante condividere chi sono i ragazzi, che percorso hanno fatto durante l’anno, per poi identificare gli obiettivi per generare un percorso di crescita umana e spirituale, l’ambientazione, il filo conduttore della settimana: si sperimenta quindi cosa significa lavorare in equipe, magari con altri educatori che non si conoscono, creare relazione, affiatamento già prima del campo: programmare insieme un campo potremmo è parte dell’educazione associativo al discernimento comunitario.

E poi si va in scena!!! Il campo ha inizio!!! e si mette in pratica quanto programmato…si accolgono gli imprevisti come parte integrante del campo!
Il cuore dell’esperienza è la relazione, “luogo” nel quale si forma la sintesi tra la teoria e la pratica: La relazione con Dio, con i fratelli, tra l’equipe, con l’assistente, con il personale della casa, anche con gli abitanti del territorio.

Tra i “buoni pensieri” del capo campo e dell’equipe troviamo quindi: i ragazzi/giovanissimi stanno in disparte o condividono? Vanno stimolati di più, ci sono dissidi, qualcuno non è ancora “entrato” nel campo? C’è rispetto dell’ambiente che ci circonda e per le persone che incontriamo? I partecipanti pregano e fanno silenzio?
Per questo anche il tempo della verifica è fondamentale: alla sera l’equipe si ritrova e fa il punto sulla giornata trascorsa (di norma questo momento è preceduto anche dalla verifica della giornata fatta dai ragazzi/giovanissimi) per poter raccogliere suggerimenti per migliorare, fissare le tappe di evoluzione e crescita del campo.

Per tirare le fila…..un’equipe di campo attenta e preparata riesce a dare una lezione di vita sulla diocesanità, sulla chiesa come popolo, sulla missionarietà, sull’unitarietà associativa, sulla regola di vita, sull’impegno responsabile e corresponsabile tra laici e pastori…. Vi pare cosa da poco????

E allora buon campo a tutti!!

 

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