Domenica 7 settembre ci siamo ritrovati tanti in piazza San Pietro, migliaia e migliaia di persone, tanti
ragazzi e giovani, famiglie con bambini anche molto piccoli in passeggini, sacerdoti, religiosi e religiose.
Tantissimi erano dell’Azione Cattolica con cartelloni raffiguranti i Beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis
che sarebbero stati dichiarati santi poche ore dopo. Le diverse agenzie hanno calcolato che in Piazza e
lungo la via Della Conciliazione eravamo in moltissimi, 70/80 mila persone, che già all’alba si erano messe in
cammino e con pazienza hanno atteso molte ore formando una lunga coda per entrare.
Vedendo questa grande folla ho pensato positivamente meravigliato a quanti fedeli si sono messi in viaggio
per ricordare questi due giovani Beati e per vivere qui oggi la festa della loro canonizzazione! Questi adulti,
giovani e ragazzi venuti a Roma cosa avranno ritrovato in Pier Giorgio e Carlo, cosa ha fatto scattare in loro
il desiderio di percorrere distanze di centinaia di chilometri per essere qui in questa domenica mattina?
Direi che il giovane Frassati e il ragazzo Acutis, hanno saputo fare la scelta di vivere pienamente la loro vita,
ascoltando la Parola nel loro cuore e trovando in essa il senso, il significato del proprio vivere. L’ascolto
della Parola del Vangelo, l’Eucarestia e la preghiera sono stati la linfa vitale, il nutrimento del loro cuore, la
guida del loro pensiero, la forza delle loro azioni che li ha resi liberi e capaci di realizzarsi completamente
come persone.
Questi nuovi santi che la Chiesa ha voluto oggi indicarci, non sono persone consacrate, sono laici! Persone
ordinarie anche nella loro straordinarietà, perchè hanno saputo interpretare la loro vita quotidiana con una
scelta chiara, definitiva, ancorata al credo cristiano. Certo vivendo la precarietà e i limiti della comune
umanità, ma avendo chiaro l’obbettivo da perseguire: amare Dio e i fratelli. Un percorso sostenuto dalla
Speranza che non delude ovvero dall’Amore Pasquale.
Sono due Testimoni per tutti i laici del mondo, gli adulti, i giovani e i ragazzi, la vita di questi santi parla alla
loro vita ordinaria, ai piccoli gesti d’amore che si possono adottare in famiglia, a scuola, nel lavoro, nella
Comunità. Gesti che si possono compiere di accoglienza dell’altro, di ascolto, di condivisione di ciò che si ha
con chi non ha nulla, con chi è più debole, con i più piccoli della terra, come ci ricorda papa Francesco in
“Fratelli tutti”. Invitano tutti ad assumere le proprie responsabilità e impegno anche nelle dinamiche sociali
e politiche del territorio per dare il contributo alla costruzione del bene comune.
Frassati e Acutis, sono esempi di vita di fede che testimoniano la strada da seguire per realizzare
pienamente ogni persona secondo la propria vocazione con libertà, divenendo conseguentemente capaci di
sprigionare una gioia e positività contagiose che si diffonde e diventa generativa di bene concreto nei gesti
che si compiono e nelle relazioni interpersonali.
Ricordano che la vita, come ha detto Papa Leone “non va sciupata”, va vissuta in pienezza, non va
“vivacchiata”per gioie vuote che danno solo l’illusione di felicità ma lasciano poi il vuoto dentro.
In questi due giovani santi l’Azione attolica ritrova s’è stessa, il proprio percorso formativo che è fatto di
maturazione personale e comunitaria della fede, di momenti formativi per crescere una coscienza libera e
capace di partecipare attivamente alla vita comunitaria, sociale e politica nel territorio dove viviamo.
Inoltre la modalità formativa dell’AC organizzata in gruppi e la sua integenerazionalità essendo organizzata
nei cammini di settore ACAdulti, ACGiovani, ACRagazzi favorisce l’esperienza di incontro dell’altro, di
accoglienza, di perdono, di ascolto reciproco; aiuta a crescere in corresponsabilità e ad avere una visione
ampia della realtà con gli incontri associativi diocesani e nazionali.
Concledendo è stata una giornata sugnificativa ricca di tante emozioni: il viaggio assieme ai soci AC di
Pordenone con i quali mi sono ritrovato in famiglia, il saluto che Papa Leone ha rivolto fraternamente
sottolineando la presenza dell’Azione Cattolica prima di iniziare la celebrazione, la cononizzazione il
momento forte di spiritualità, di gioia e di festa. Ho visto una AC in Azione e festosa, una presenza di Chiesa
viva, dinamica, una esperienza di sinodalità con lo sgurdo rivolto a Pier giorgio Frassati e a Carlo Acutis. La
gioia è stata incontenibile.
Pierangelo Bagatella, Presidente AC Diocesi di Chioggia

