Il Mese della Pace è quel periodo dell'anno associativo nel quale i ragazzi sono invitati a ragionare e confrontarsi su cosa sia la Pace e su come possano esserne costruttori, "artigiani della vita" nella quotidianità. Nell'anno della sequela, siamo tutti invitati a vivere ogni passo del cammino ancorati alla Parola, entrando nell'ambiente della Riserva Naturale.

Una Natura che nutre, disseta, scalda, offre bellezza e amore: un capolavoro che rende possibile la vita. Ha la capacità di trasformarsi e rigenerarsi anche grazie all'operato di persone che hanno cura di essa, impegnandosi a preservarne la fragilità e a valorizzarne la bellezza. Un luogo da custodire nella logica del noi! In questo orizzonte, nell'anno della conversione al Vangelo della vita, i ragazzi sono accompagnati a rispondere alla loro domanda di realizzazione e progetto: "Tocca a me?". Una domanda che nasconde impazienza e desiderio di diventare sé stessi, che conta sulla la cifra delle proprie responsabilità!

Un appello che è risuonato con particolare entusiasmo dopo l'incontro nazionale dell'ACR, al termine del quale ha visto la luce una Agenda dei Ragazzi, un documento che in sette obiettivi sintetizza gli impegni e le richeeste dell'ACR di tutta Italia. È a partire proprio dai loro impegni e dalle loro richieste alla Società, di cui tutti facciamo parte con rinnovata responsabilità, che si è deciso di lavorare da subito su ciò che i ragazzi hanno espresso relativamente al tema del Creato.

Sulla scia del messaggio di Papa Francesco per la giornata della pace 2024 e sull'ultima esortazione apostolica Laudate Deum, gli educatori dell'ACR si sono lasciati sollecitare dal protagonismo appassionato dei ragazzi, nel quale leggere una necessità e un desiderio di costruire un clima di pace e un dovere di rispondere a un appello di solidarietà a servizio della persona.

Ecco quindi che tutti questi presupposti sono diventati occasione concreta di impegno festoso e di fatica gioiosa nelle Feste della Pace che educatori e ragazzi hanno vissuto insieme in queste ultime settimane. Una bellezza che si è vista non solo nell'impegno e nella risposta accorata e senza fronzoli dei ragazzi che si sono "agguantati" per ripulire concretamente l'immondizia che trovavano a terra, ma anche e soprattutto nella logica dell'ecologia delle relazioni tra persone: rispetto, ascolto, solidarietà, aiuto, freschezza, vitalità e cura!

A Maniago, i ragazzi e gli educatori della zona dell'alto pordenonese si sono rimboccati le maniche e hanno ripulito strade e parchi attorno all'oratorio, dove nel frattempo giovani e adulti lavoravano assieme sul tema dell'intelligenza artificiale e sul ruolo che essa gioca nella costruzione della pace. Interrogati da alcune domande, i giovani "artigiani della pace e dell'ecologia" si sono meravigliati di quanto poco basti a "fare scorta" di immondizie se la motivazione è ben orientata: nel giro di un'ora e in uno spazio tutto sommato circoscritto a poche centinaia di metri, i quasi 40 ragazzi hanno accumulato oltre 8kg di immondizia! Un'immagine quanto mai significativa, che ci invita a guarda al futuro come qualcosa di già presente e che fa di tutti noi dei Guardiani del Creato!

Nella cornice bucolica dei prati e delle acque che circondano l'Abbazia di Summaga, un'ottantina di ragazzi delle parrocchie di Annone, Barco-Pravisdomini, Fossalta, San Stino e Summaga si sono ritrovati e impegnati per diventare risorse di pace, guidati e interpellati da questa domanda: quante volte al telegiornale sentiamo parlare di guerre scoppiate per ottenere risorse naturali da sfruttare? Ecco perché prima di iniziare un lungo pomeriggio di giochi, alle squadre sono state consegnate varie risorse naturali ma, ahimé, nessuno le aveva tutte a propria disposizione! Così tutti quanti si sono cimentati con molto entusiasmo in giochi per recuperare le risorse naturali mancanti, imparando che adoperandole nel modo corretto senza danneggiare l’ambiente e condividendole con gli altri è un modo molto più semplice di fare la pace. Ma dopo tanto divertimento, è giunto anche il momento di un impegno concreto: ogni squadra si è infatti impegnata a ripulire da cartacce e rifiuti la zona in cui stavano giocando, scrivendo dei cartelloni con degli slogan per incitare le persone ad avere più cura dell’ambiente in cui viviamo.

Infine, anche per le parrocchie di Azzano X, Chions, Corva, Maron, Prata e Tamai, la Festa della Pace della zona XL è arrivata, ha vissuto con noi un pomeriggio e poi è volata via. Sembra essere stata come la brezza leggera che fa muovere dolcemente le foglie degli alberi: potremmo definirla un momento per accorgersi che basta poco per essere in pace o, per meglio dire, essere pace. La vera domanda che ci è stata consegnata è: essere in pace con chi e con cosa? La risposta può variare da persona a persona ma in questa festa abbiamo provato ad indicare due possibili strade: l’essere in pace con chi ci sta accanto e l’essere in pace con il Creato. Di primo impatto si potrebbe dire che sono due strade parallele o addirittura che divergono; invece, possiamo affermare che si intersecano continuamente e che in alcuni casi si sviluppano nello stesso piano. Se in questo periodo storico il mondo sembra fare il possibile per distruggere le speranze di pace e di cura del Creato, i nostri ragazzi e ragazze hanno provato ad identificare e scrivere sopra ad un sasso un loro desiderio per il futuro. Quest’ultimo è stato scambiato tra i partecipanti così da ritornare nelle proprie case custodendo un’altra speranza, la quale è importante come la propria.

E probabilmente è facendosi custodi delle speranze e dei desideri degli altri che un giorno si potrà costruire la vera Pace.

Al termine di ciascuna Festa, educatori e ragazzi hanno dedicato un momento per accogliere e celebrare una nuova presenza: tre querce piantate come simbolo di impegno, vicinanza e cura!

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