Anche quest’anno nonostante le grandi difficoltà dovute alla pandemia il gruppo Adultissimi diocesano è riuscito a svolgere il programma proposto dalla guida che accompagna il cammino Adulti di Azione Cattolica.
Il gruppo ha dovuto adattarsi a nuovi modi di partecipazione, dall’incontro via web, all’approfondimento con l’invio di registrazioni che grazie alla disponibilità di mons. Pietro Cesco della parrocchia di S. M. Maggiore e don Fermo Querin della parrocchia di San Pietro ci hanno permesso di superare la sfida di questo momento.

Il filo rosso di quest’anno origina dal Vangelo di Marco, dove Gesù coglie l’occasione per spiegare di essere venuto per servire e non per essere servito. Gesù lo dimostra attraverso i gesti e le azioni che quotidianamente compie: abbassarsi, sfiorare, abbracciare, sollevare, mangiare insieme.

Nel primo incontro del 23 ottobre 2020, avvenuto in streaming con le altre parrocchie, mons. Pietro Cesco ha affrontato l’azione del sollevare: Gesù solleva Giairo e la donna emorroissa. La sua potenza salvifica opera in loro quando riconoscono i propri limiti e chiedono aiuto a Gesù.

Il secondo e terzo incontro sono stati registrati e messi a disposizione nel sito diocesano, per poter raggiungere gli adultissimi in massima sicurezza, visto il periodo più delicato della pandemia.
Nel secondo incontro avvenuto l’11 dicembre 2020 don Fermo Querin ha approfondito l’azione di sfiorare, dove Gesù accarezza i bambini e i corpi ammalati, insegnamento anche per gli adulti a prendersi cura degli altri.

Nel terzo incontro del 26 marzo 2021 mons. Pietro Cesco ha affrontato l’azione di abbracciare. Momento forte in preparazione della Pasqua, Gesù si fa cireneo nei confronti dell’umanità ferita e abbraccia la croce.
Nel quarto e ultimo incontro, il 21 maggio 2021, il gruppo ha provato la grande gioia di potersi ritrovare in presenza, ospitati dalla parrocchia di S. M. Maggiore a Cordenons, e si è affrontato con mons. Pietro Cesco l’atto del mangiare, quale massima condivisione della corporeità e della umanità partecipata insieme.

In questo periodo in cui è stato così difficile poter raggiungere le persone che più avevano bisogno di protezione, gli adultissimi ci hanno dato un grande esempio di resilienza, fede e attaccamento alla nostra associazione e al percorso che ci fa crescere insieme. E l’entusiasmo del potersi rivedere durante l’ultimo incontro è una grande ricarica e segno di speranza per il futuro.

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