Sabato 17 settembre 2022 si è tenuta la quarta edizione di “Futuro al voto”, presso l’oratorio di San Pietro a Cordenons.
L’iniziativa, organizzata da AGESCI, ACLI, Azione Cattolica e Pastorale Giovanile, vedeva coinvolti giovani dai 18 anni in su per poter comprendere meglio un mondo spesso distante e opaco come quello della politica.

Durante il corso del pomeriggio i partecipanti hanno potuto confrontarsi con molti candidati per le future elezioni politiche del 25 settembre, ponendo domande e dialogando con loro sui vari punti dei rispettivi programmi. Dialogo che è stato sicuramente proficuo e costruttivo in un’ottica di sviluppo di progetti di cittadinanza attiva per noi giovani e di riavvicinamento ad un elettorato spesso disaffezionato.

Dopo una prima presentazione del programma della giornata e dei singoli candidati presenti da parte degli organizzatori, è incominciata la parte più dinamica dell’evento: ci siamo suddivisi in vari stand, ognuno corrispondente ad un diverso partito/movimento, con una rotazione ogni mezz’ora, per un totale di tre turni. Ogni blocco era a sua volta suddiviso in due ulteriori partizioni, con dieci minuti dedicati ad una breve esposizione del programma del partito e del candidato, ed i seguenti venti minuti destinati alle domande dei giovani della fascia 18-25 anni, che avevano la possibilità di intervenire direttamente.

Al termine dei lavori si è condiviso un breve momento di verifica, con l’espressione da parte dei candidati e di alcuni dei giovani partecipanti di una riflessione sull’esperienza.
In conclusione, è stato importante che partiti e movimenti abbiano avuto volti e nomi di persone che si sono messe in gioco per rendere il più possibile fruibili contenuti non sempre di immediata comprensione per i non addetti ai lavori.

La prima volta che ho sentito di questo incontro è stato quando le mie educatrici lo hanno condiviso nel gruppo ACG, con l’intenzione di andarci tutti insieme. Ma purtroppo come tutto ciò che propongono, tra veglie e incontri, alla fine non si è fatto niente, nessuno sembrava interessato. Neanche io.  

Non volevo partecipare per due motivi: superficialmente perché non volevo andare da sola, senza il mio gruppo di amici, perché mi sarei sentita a disagio; più in profondità non volevo andare perché non volevo saperne niente di politica. Quanto è facile dire “Ah non so niente, non posso aiutare”, proprio come quando in classe ti chiedono una mano con i compiti. Il mio atteggiamento era lo stesso riguardo le elezioni o la politica in generale. Pensavo che meno ne avessi saputo di partiti, elezioni, candidati e sistemi politici che ancora adesso faccio fatica a comprendere, e più mi sarei sentita non responsabile o almeno non costretta a interessarmi di una questione così complicata come la situazione politica italiana.  

Ho partecipato perché mio padre faceva parte dello staff, e lui ci teneva più di me a questo incontro, e un po’ anche perché effettivamente sentivo che come mio primo voto non potevo lasciare la cartella in bianco, dovevo scegliere una parte da cui stare, un progetto da sostenere. Sono arrivata presto e già l’organizzazione degli stand e del palco mi ha fatto capire che non si sarebbe trattato di una veglia o un incontro qualsiasi. Parlando con lo staff e gli organizzatori che prendevano parte a questo progetto ho scoperto il programma del pomeriggio, che si sarebbe diviso in una mezz’ora di spiegazione video su come votare il 25 settembre, e poi ogni persona si sarebbe divisa a suo piacimento nei vari stand. In ogni stand ci si doveva stare mezz’ora, dieci minuti per la presentazione del programma del partito e venti minuti per rispondere alle domande, per un totale di tre stand al massimo. Già solo dal programma ero emozionata. 

Ho provato a fare qualcosa che adesso razionalmente non penso farei, perché lo troverei fuori luogo, ma che in quel momento dall’euforia non ho esitato a fare. Dato che sapevo che il mio gruppo ACG non sarebbe venuto ho chiamato una mia amica che abita vicino alla chiesa di san Pietro a Cordenons e l’ho invitata, pur essendo lei fuori da ogni associazione cattolica come AC, AGESCI o ACLI. Le ho spiegato il programma e gli orari e lei è venuta. Ne è rimasta affascinata, come me, perché abbiamo avuto la possibilità di ascoltare opinioni e domande dal vivo e di interessarci pian piano al tema, che ora sembrava meno complesso. 

Degli incontri negli stand la parte che mi ha interessato di più non era la presentazione del programma politico, ma i venti minuti di domande finali, che all’inizio pensavo fossero troppi e invece si sono rivelati troppo pochi. È stato bello vedere come degli adulti che idealmente impersonavano un partito, una ideologia, si approcciavano con i giovani, giovani che non sapevano tanto ma che volevano tanto imparare. C’è chi ha fatto fatica e chi si è trovato a suo agio a relazionasi con un pubblico che in tutti i sensi rappresenterà il futuro dell’Italia. 

In generale ciò che mi ha colpito di più è stato il progetto stesso, che anche se organizzato da associazioni cattoliche era un incontro puramente laico e con l’unico obiettivo informativo. Avere l’occasione di sentire dal vivo tutte le proposte politiche, relazionarsi con i rappresentanti di ogni partito in persona è stato veramente un’occasione più unica che rara. Per i prossimi anni bisogna provare a pubblicizzarlo di più non solo tra le associazioni, ma anche all’esterno, alle scuole o solamente alle varie parrocchie della diocesi, perché veramente è un’occasione per informarsi e formarsi sul tema politico che non si trova da nessun’altra parte.

Marta

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