“Comandi!” rappresenta un modo di rispondere a qualcuno che ci chiama, solitamente per nome, e che vuole chiederci qualcosa o affidarci un compito. Con questa risposta ci si mette perciò a disposizione dell’altro e di quello che ci dirà. L’interrogativo da porci diventa quindi: siamo capaci di rispondere nello stesso modo alla chiamata del Signore? Comprendendo verso chi ci chiede di rivolgere il nostro SERVIRE e come?

Neppure i discepoli che lo seguivano ne erano del tutto convinti: “Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito” (Lc 18,28), eppure il Signore ci ricorda che questo lasciare tutto diventa ricompensa non solo futura ma anche attuale “non c’è nessuno che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà.” (Lc 18,30)

Lasciare tutto si, ma…cosa? Come? Gesù cosa chiede ad ognuno di noi? Ci chiede di smetterla di voler possedere gli altri e di mettere sempre al centro noi stessi ed il nostro IO. Di dedicarci alla “Formazione del cuore” (Papa Francesco), perché solo educando il nostro cuore alla sofferenza, al dono, all’attenzione spirituale, possiamo imparare a misurarci per comprendere ciò che stiamo ricevendo qui e ora.

Ed è propria a partire dalla sua vita che, Omar Leone (Presidente Associazione Maruzza Regione Friuli Venezia Giulia Onlus), è venuto a testimoniarci la sua esperienza diretta e forte di servizio. La vita infatti non sempre va come ci si aspetta, e quando la sofferenza incrocia il nostro cammino, ci si trova inevitabilmente davanti ad un bivio: prendere le distanze da un Dio che pensiamo ci abbia abbandonato o trasformare il dolore in dono per gli altri? Omar ci racconta che la scelta inaspettata sua ,e di sua moglie, è stata proprio la seconda! Nonostante la perdita del loro piccolo Edoardo, il sentirsi privilegiato, poiché curato proprio da quel Dio con il quale ha discusso e litigato, il comprendere di non poter in realtà decidere/programmare nulla, ma farsi trascinare fuori dalla sofferenza grazie a Qualcuno molto più grande, gli ha permesso di scoprire la TERAPIA DELL’APERTURA ALL’ATRO.

L’altro che, nel caso specifico, si trasforma in tutti quei bimbi malati, che hanno il diritto e il bisogno di vivere la loro situazione nella “normalità” della propria casa e dei propri spazi. L’altro che sono i genitori, madri e padri, di questi bambini che si ritrovano ad annullare se stessi per seguire i bisogni prioritari dei figli e che necessitano di riprendere un po’ di tempo per loro.

Omar e la moglie, unitamente alla Fondazione Maruzza cercano di fare proprio questo!

E per loro questa è la missione alla quale sono stati chiamati, e questo servizio diventa parte integrante della loro identità e della loro vita.
Alla domanda, quindi, “CHI SERVO?” ci dice che il servizio è quello di rivedere il sorriso dei bimbi, attraverso il quale ricordano quello di loro figlio. E invece sul “COME SERVO?”, distingue due modi diversi: quello precedente alla loro esperienza, che era solo ORIZZONTALE, dove il promotore era solo lui e dipendeva tutto da se stesso; e quello attuale che definisce VERTICALE: il promotore è in alto ed è Lui che guida i loro passi... ma solo se siamo disposti a fidarci!
Una pubblicità recitava “E’ tutto intorno a te!”. Ma Omar replica: “No… E’ tutto intorno agli altri!!!!”

 

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