ORIENTANETFLIX, questo il nome della originale piattaforma “digitale” che dal 30 luglio al 5 agosto in Casa Alpina a Cimolais ha accompagnato il campo orientamento di 65 giovanissimi dai 16 ai 18 anni provenienti dalle parrocchie di Bannia, Barco e Pravisdomini, Casarsa, Chions, Cordenons, Corva, Fiume Veneto, Fossalta di Portogruaro, Prata e San Martino al Tagliamento. Ideatori e al contempo fruitori della speciale piattaforma gli educatori e gli assistenti don Fabio e don Luca.

A differenza della più nota e diffusa Netflix, che offre un palinsesto ricchissimo di contenuti nel quale è però facile perdersi o affannarsi nella rincorsa all’episodio successivo, Orientanetflix ha voluto direzionare giorno per giorno la visione dei suoi contenuti, senza voler però limitare la libertà di fruizione e senza risparmiare all’attento osservatore dubbi, perplessità, fatiche e sofferenze. Proprio per questo motivo nel riprendere lo slogan di Netflix “See what’s next!” è stato diverso il senso che gli si è dato. L’obiettivo infatti non è tanto quello di scoprire cosa accadrà nei prossimi episodi, quanto quello di ricercare ciò che sta oltre: oltre la superficie delle cose, oltre alle chiusure in noi stessi, oltre a questa nostra vita terrena.

Venendo dunque ai contenuti, lunedì abbiamo mosso i nostri primi passi definendo ed individuando i VALORI che mettiamo alla base della nostra vita. Condividendoli all’interno dei gruppi abbiamo avuto modo di confrontarli e metterli in discussione. Il passo successivo è stato quello di riflettere e provare ad individuare quelli che sono i nostri DESIDERI. Nel fare ciò è stato importante fare attenzione alla distinzione tra desideri e bisogni. Entrambi sono fondamentali, ma mentre i primi ci guidano e ci spingono a metterci in cammino, i secondi sono generati da spinte interne che ciclicamente si attivano e disattivano a seconda di quello che manca al nostro organismo.
Una volta fatto un po’ di ordine in noi stessi, martedì abbiamo riflettuto sul legame che c’è tra valori e desideri. Aiutandoci con l’immagine degli ingranaggi posti sulle ruote della bicicletta, si è compreso come il movimento possa avvenire solo se i desideri posti sulle ruote dentate anteriori ed i valori posti sugli ingranaggi della ruota posteriore sono in armonia tra loro, legati da una salda catena che trasmette gli sforzi che esercitiamo attorno alla ruota dei nostri più nobili ed alti desideri.
Abbiamo quindi compreso quanto sia importante l’amore per noi stessi, per gli altri e per Dio per provare a costruire un progetto di vita cristianamente ispirato. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di concretizzare questo con delle opere d’arte che rappresentassero e dessero forma a quello che per noi è amore.

Mercoledì è stata la giornata della camminata, destinazione il Campanile di val Montanaia. Lungo l’impegnativo sentiero ognuno di noi ha sperimentato la fatica che si prova durante il cammino, e l’ha potuta paragonare alla fatica che è necessario fare nelle nostre vite per discernere i SEGNI che con discrezione Dio pone sulla nostra strada. Per questo è importante saper usare tutti i nostri sensi: il tatto per aprire le nostre mani nella preghiera, l’olfatto per lasciarsi inebriare e pervadere dall’amore di Dio, l’udito per ascoltare attentamente e mettere in pratica la sua Parola. Una volta giunti alla meta anche la vista ha avuto la sua meravigliosa gratificazione davanti allo spettacolo naturale del Campanile. Ogni sforzo è stato ripagato ed il Campanile è apparso davanti ai nostri occhi come un segno, un dito puntato verso il Cielo ad indicarci la direzione da seguire e la meta alla quale ambire. Durante la messa infine abbiamo gustato la presenza di Gesù nell’Eucarestia.

Nella giornata di giovedì abbiamo fatto i conti con i nostri LIMITI, cercando di considerarli non come qualcosa da evitare ma da accogliere come opportunità, vedendo anche gli eventuali lati positivi. Come poi non essere consapevoli e grati per le POTENZIALITÀ che ciascuno di noi ha e che può mettere a disposizione di tutti. Nel pomeriggio ascoltando la testimonianza forte di Elisa e Matteo Giordano e della loro famiglia ci siamo confrontati con le esperienze di dolore e SOFFERENZA, ma anche con la grande speranza che li ha sempre sorretti e fatti andare avanti. Ciascuno di noi ha quindi fatto memoria delle esperienze di dolore e sofferenza sperimentate nella propria vita. La giornata dopo le attività del pomeriggio è proseguita nel silenzio ed è culminata con la Veglia serale e l’ADORAZIONE che si è protratta lungo tutta la notte. Giovanissimi, educatori ed assistenti abbiamo dimostrato il nostro attaccamento a Gesù stando in sua compagnia, affidandoci a Lui e donandogli anche la nostra stanchezza, le fatiche e le sofferenze.

Il venerdì si è aperto con una frase che ci ha accompagnato lungo tutta la giornata: “Io cerco il Tuo volto, e sono qui per te”. Dapprima gli educatori hanno condiviso alcune tappe della loro esperienza in AC, fatta di gioie, entusiasmi ma anche di dubbi e fatiche. Da questo confronto è emersa una confortante vicinanza tra quello che i giovanissimi stanno vivendo in questa loro fase della vita e ciò che gli educatori hanno sperimentato in precedenza o stanno tuttora vivendo. La giornata è proseguita con altre tre testimonianze di VOCAZIONI nate all’interno dell’AC, esperienze di vita “normale” impreziosite però dalla ricerca di progetti di vita cristianamente ispirati.
Il sabato è stato dedicato al SERVIZIO. Partendo dalla domanda “E io… ti servo?” ci siamo interrogati su quello che ciascuno di noi può offrire a servizio del prossimo: qualità, capacità, scelte quotidiane, … Nel pomeriggio facendoci ispirare dalla vita di padre Pino Puglisi abbiamo capito meglio come si può mettere al centro delle nostre vite il prossimo, facendosi dono agli altri. Abbiamo quindi mutato la domanda di inizio giornata in un’affermazione: “Io ti servo!”.

Tutto questo è stato possibile grazie al prezioso e instancabile lavoro dietro le quinte dello staff della casa con Maurizio, Michela, Sergio, Anna, Elena, Lucia e Nicole. Un ringraziamento speciale a tutti loro: gestire e far funzionare un campo dai numeri così importanti non è stato certamente semplice.
Andando ai titoli di coda di questa nostra prima entusiasmante stagione, possiamo dire che l’indice di gradimento riscosso sembra essere stato positivo. Questo è motivo di gioia per tutti noi e ci deve impegnare a mantenerlo alto nella stagione che a breve ripartirà!

Questo è stato ripreso anche durante la Santa Messa di chiusura del campo, durante la quale i giovanissimi sono stati riaffidati alle loro famiglie. Don Fabio nell’omelia ha ricordato che tra i diversi strumenti a disposizione per continuare nel modo giusto il nostro cammino non si può prescindere dalla preghiera e da delle buone letture spirituali. A tutti noi cogliere l’invito…“to See what’s next”!

 

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