In vista delle prossime assemblee elettive parrocchiali, l’équipe diocesana e i consiglieri ACR hanno preparato una proposta da vivere nei gruppi con i bambini e i ragazzi.

Il percorso nasce da una convinzione che ha accompagnato il lavoro di questi anni: i ragazzi non sono soltanto destinatari delle proposte preparate dagli adulti, ma appartengono pienamente all’Azione Cattolica e possono contribuire alla vita dell’associazione con la loro parola, le loro domande e la loro responsabilità.

Le assemblee elettive rappresentano un passaggio importante per ogni associazione parrocchiale: sono il momento in cui si verifica il cammino vissuto, si guarda al futuro e si scelgono le persone chiamate ad assumere una responsabilità. Spesso, però, i bambini e i ragazzi rimangono ai margini di questi processi oppure sono rappresentati esclusivamente dalla voce dei loro educatori. La proposta vuole provare ad aprire per loro uno spazio più diretto, naturalmente con modalità e linguaggi adatti alla loro età.

Il documento, già anticipato ai Presidenti parrocchiali e che verrà inviato anche ai responsabili ACR, propone un percorso articolato in due incontri. I ragazzi saranno accompagnati a conoscere meglio che cosa sono l’Assemblea e il Consiglio parrocchiale di Azione Cattolica, a rileggere la propria esperienza nel gruppo e nella comunità e a individuare alcuni aspetti da custodire o da cambiare.

A partire dal confronto, potranno formulare alcune richieste rivolte all’associazione parrocchiale e riconoscere gli impegni che loro stessi desiderano assumere. Il percorso condurrà alla stesura di un piccolo documento comune e alla scelta di due rappresentanti incaricati di presentarlo durante l’Assemblea elettiva.

Non si tratta di simulare un’elezione adulta né di affidare ai ragazzi responsabilità che non appartengono alla loro età. Si tratta, piuttosto, di aiutarli a sperimentare alcuni passaggi essenziali della vita associativa: esprimere un desiderio, ascoltare il pensiero degli altri, motivare una proposta, cercare una scelta condivisa e assumere un impegno possibile.

La traccia non è pensata per essere applicata rigidamente. Ogni gruppo educatori potrà adattarla all’età dei ragazzi, al tempo disponibile e alla propria realtà parrocchiale, custodendone però l’intenzione fondamentale: offrire ai ragazzi uno spazio autentico di partecipazione e fare in modo che quanto diranno non rimanga soltanto un esercizio.

Per questo il percorso non termina con la consegna del documento. Dopo l’Assemblea, il nuovo Consiglio parrocchiale sarà invitato a riprendere le proposte ricevute e a restituire ai ragazzi che cosa è stato accolto, che cosa potrà essere realizzato e quali aspetti richiederanno ulteriore confronto. La restituzione renderà visibile che la loro parola è stata ascoltata e presa sul serio.

Ai responsabili e agli educatori ACR chiediamo quindi di leggere insieme la proposta, confrontarsi con il proprio Presidente e individuare le modalità più adatte per inserirla nel cammino del gruppo.

È un piccolo esperimento, ma può rappresentare un passo concreto nello stile di protagonismo sul quale abbiamo lavorato in questi anni: non soltanto parlare dei ragazzi, ma creare le condizioni perché possano prendere parola e contribuire, secondo la loro età, alla costruzione dell’Azione Cattolica di cui sono parte.

 

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