Zona AP
 
Gli “alieni” della Zona Alta Pordenone atterrano a Fiume Veneto
Il 14 febbraio 2026 Fiume Veneto ha accolto con entusiasmo la Festa della Pace dell’Azione Cattolica Ragazzi della Zona AP, un pomeriggio ricco di giochi, riflessioni e fantasia che ha coinvolto numerosissimi ragazzini ed educatori dalle parrocchie del territorio.
A fare da filo conduttore, una scenetta divertente e originale: un gruppo di buffi alieni provenienti da pianeti molto diversi tra loro, giunti sulla Terra dopo aver letto recensioni fin troppo ottimistiche sul nostro pianeta. Tra influencer alla ricerca di selfie perfetti, lavoratori instancabili ma poco altruisti, sportivi ipercompetitivi, cultori della giustizia, della sincerità, dell’ecologia, dell’abbondanza e della gentilezza, gli alieni – interpretati dagli educatori – hanno scoperto una Terra diversa da come se l’aspettavano.

Dopo il momento teatrale iniziale, tra risate e domande ai ragazzi gli alieni hanno finito per litigare sulle soluzioni da adottare. Da quel confronto sono nate le squadre formate grazie ai “passaporti spaziali” consegnati ai bambini.
La festa è proseguita con un percorso di giochi a stand, ciascuno ispirato al carattere dei diversi pianeti: dal “Dipartimento della Gentilezza Sudata”, che univa cooperazione e riflessi, alla “Confraternita del Moderato Spreco”, dove si imparava a gestire risorse e compost, fino al gioco “Guess or Pass”, sfida tra sincerità e fantasia, e alla “Pista verso la Giustizia”, dove sport e regolamento si incontravano in una storia a bivi. Ogni prova permetteva di ottenere il timbro del particolare pianeta sul passaporto e “visitare” nuovi pianeti, in un viaggio simbolico alla scoperta delle qualità che costruiscono la pace.

La giornata si è conclusa gustosa merenda e soprattutto con la Santa Messa, celebrata da don Jean Charles, coronamento di un pomeriggio che ha saputo unire gioco, amicizia e un messaggio profondo: la pace nasce quando le differenze smettono di essere motivo di scontro e diventano occasione di dialogo. 

Zona XL
 
Il 14 febbraio, la parrocchia di Corva si è trasformata in una vera e propria base spaziale per la Festa della Pace della Zona XL. Ragazzi e bambini delle parrocchie di Azzano Decimo, Chions, Corva, Maron, Prata e Tamai si sono riuniti non solo per festeggiare, ma per affrontare una missione decisiva: far decollare il "razzo della fraternità".
 
Quest'anno lo sguardo si è rivolto verso il cielo: la scenetta iniziale ha introdotto i ragazzi in un centro di comando spaziale dove fisici, ingegneri e astronauti erano impegnati a progettare un lancio imminente. Tuttavia, è emerso subito un grande ostacolo: l’orgoglio. Ogni esperto, convinto che le proprie competenze fossero le uniche indispensabili, si è chiuso nel proprio sapere, alzando barriere di difesa e rifiutando il confronto. Il risultato? Un inevitabile fallimento. Il razzo è rimasto a terra, bloccato dall'incapacità di guardare oltre il proprio "io".
 
L’obiettivo della giornata è stato proprio quello di aiutare i ragazzi a individuare quelle diversità che spesso ci portano a chiuderci per difesa, facendoci credere di poter fare tutto da soli. Attraverso i giochi a stand del pomeriggio, suddivisi per fasce d’età, i giovani "membri dell'equipaggio" hanno sperimentato che aprirsi all'altro con cura e ascolto non è una debolezza, ma un arricchimento che genera fiducia.
 
"Essere forti non vuol dire fare tutto da soli", ha ricordato il Capo Astronauta al termine delle attività.
 
Nel cuore della festa, i ragazzi hanno capito che la pace è un cammino attivo: solo unendo i calcoli del fisico, la creatività dell'ingegnere e il coraggio dell'astronauta è stato possibile portare a termine la missione. Ogni gruppo, collaborando e accogliendo le unicità dei compagni, ha raccolto i "pezzi" mancanti dell'incarico affidato dagli "esperti", scoprendo che la diversità non è un limite, ma il carburante necessario per il decollo.
 
La festa si è conclusa con la consapevolezza che, proprio come per un razzo spaziale, anche per la pace serve una squadra operativa dove ognuno mette a disposizione il proprio talento. Infine, siamo ripartiti da Corva con una certezza: se restiamo isolati nei nostri confini, rimaniamo ancorati a terra, ma se abbiamo il coraggio di "incastrare" le nostre competenze e i nostri cuori, il lancio verso un mondo più fraterno diventa finalmente possibile.
 
Perché la pace, in fondo, è la missione più bella che possiamo compiere...tutti insieme!
 
 
Zona Bassa
 
In occasione della Festa della Pace svolta sabato 31 Gennaio a Summaga, i ragazzi delle parrocchie di Summaga, Annone Veneto, Barco-Pravisdomini, Fossalta di Portogruaro e San Stino di Livenza hanno riflettuto sulle parole di Papa Leone: come può la Pace disarmarsi ed essere disarmante?
Attraverso una scenetta, abbiamo raccontato di una nave spaziale rimasta senza carburante, costretta a fermarsi vicino a una nave madre. Per attraccare, l’equipaggio avrebbe dovuto disattivare gli scudi difensivi, rinunciando alla propria protezione. Tra dubbi e paure, il Capitano e i suoi compagni capiscono che fidarsi è l’unica scelta possibile, quindi disarmarsi diventa un atto di coraggio e di pace.
 
Così nel pomeriggio, grandi e piccoli, hanno vissuto attività di riflessione e gioco, per scoprire che la pace nasce quando troviamo il coraggio di abbassare le difese, aprirci agli altri e costruire fiducia.
È stata una giornata significativa, che ci ha aiutato a capire che una pace “disarmata” può davvero essere disarmante.
 

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