“La pace ha bisogno di essere cercata, annunciata, condivisa in ogni luogo” (papa Leone XIV)

Ancora una volta, le tensioni a livello internazionale hanno raggiunto livelli allarmanti: si piangono ogni giorno sempre più nuove vittime, si leggono sempre più spesso messaggi di odio e le notizie che quotidianamente arrivano da Gaza, dalla Cisgiordania, da Israele, dalla Siria, dal Libano, dall’Ucraina, … ci inquietano e ci preoccupano.
In questo prevalere della logica della forza e delle armi, il primo pensiero va a tutti coloro che stanno crescendo alla scuola della guerra, ascoltando il linguaggio delle armi e dell’odio, incoraggiati a vedere nell’altro un nemico dal quale difendersi sempre, anche se non lo si è mai incontrato. Facciamo nostre le domande poste da Caritas Italiana: “Fino a quando dovranno morire bambini sotto le bombe, tra le braccia delle loro madri? Fino a quando dovremo contare vittime innocenti? Fino a quando pensiamo di dover considerare ancora “collaterale” la distruzione di interi quartieri, l’assedio alla popolazione civile, la fame usata come arma?”.

Per quanto il buio della violenza possa avvolgerci, non possiamo non fare la nostra parte per provare a far sentire la nostra voce. Come aderenti di Ac, siamo chiamati ad essere «persone di unità e di pace in ogni ambiente, nella nostra attenzione ai rapporti tra le nazioni così come ad essere operatori di pace nel quotidiano» imparando anche a fare discernimento rispetto alle notizie che arrivano dal mondo.

Il Progetto Formativo di AC ci esorta ad essere «sensibili e attenti all’attualità attraverso un’informazione critica su quanto accade, un interesse aperto ai problemi del mondo e del territorio da conoscere, da affrontare oltre i luoghi comuni, da approfondire. Occorre avere occasioni e strumenti a cui attingere per formare la coscienza».

La nostra formazione quotidiana e continua deve essere animata dalla consapevolezza e dalla speranza che, laddove si riuniscono anche piccoli gruppi di ragazzi, giovani o adulti, che si impegnano a vedere il bene possibile anche quando resta nascosto agli occhi dei più, là si aprono strade di cambiamento personale e comunitario e si costruiscono ponti di pace.
Facciamo nostre le parole della dichiarazione congiunta del Cardinal Pizzaballa e di Sua Beatitudine Teofilo III: “Non trasformiamo la pace in uno slogan, mentre la guerra rimane il pane quotidiano dei poveri” e apriamo strade che parlino di pace e che portino alla pace.

La Presidenza diocesana di Ac

La pace è una scelta. Non armiamo la mano che uccide
Dichiarazione di apertura di Sua Beatitudine Pierbattista Cardinale Pizzaballa
Dichiarazione di Sua Beatitudine Teofilo III, Patriarca di Gerusalemme

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