Quando  il navigatore portoghese Vasco da Gama, primo europeo a scoprire la rotta delle Indie, toccò le sue coste nel 1498, il Mozambico era abitato da popolazioni di etnia bantù, le stesse che, ancor oggi, ne rappresentano la maggioranza.

Le differenti tribù dell’ interno si dedicavano soprattutto all’ allevamento e all’ agricoltura. I Portoghesi si insediarono ufficialmente come colonizzatori nel 1752, utilizzando la regione come serbatoio della tratta degli schiavi destinati al Brasile.

Nel 1964 il FRELIMO, movimento di liberazione di ispirazione marxista, appoggiato dall’ Unione Sovietica, inizia la lotta per l’ indipendenza; scoppia così una delle più sanguinose  “guerre periferiche”  della Guerra Fredda; il conflitto si conclude nel ’74, con la presa del potere e la trasformazione del paese in uno stato socialista. Grazie agli aiuti del Sud Africa e degli Stati Uniti, si forma una opposizione armata, la RENAMO, che porterà ad una feroce guerra civile durata 17 anni con un milione di morti e 5 milioni di profughi. Nel  ’92, grazie alla mediazione della Comunità di Sant’ Egidio, le due parti giungono ad un accordo, firmato a Roma, che permetterà, un precario ritorno alla vita civile.

 

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