Pordenone, 01 aprile 2018
Pasqua di Risurrezione

Carissimi,

vi raggiungo qualche ora prima di partire per il Mozambico un po’ per aggiornarvi e un po’ per salutarvi.

Infatti, domani pomeriggio prenderà il volo da Venezia un aereo che mi porterà fino a Doha (Qatar) e poi un altro fino a Nairobi (Kenia) e infine un terzo fino a Nampula, dove si trova l’aeroporto più vicino a Chipene. Con me verrà padre Tarcisio, attuale direttore dell’ufficio missionario della diocesi con padre Pasquale: vivremo insieme alcuni giorni, con don Lorenzo che già vive e opera a Chipene.

Questi sono stati giorni di attesa e di preparazione ultima. Come già ho scritto per il foglietto “Settimana” delle parrocchie di Zoppola e Cusano-Poincicco e Murlis-Ovoledo (che ancora ringrazio per l’accoglienza e il sostegno di questi mesi), “sono passati ormai nove mesi da quando il Vescovo Giuseppe mi ha proposto di partire per il Mozambico, andando a dare una mano nel lavoro pastorale della nostra missione a don Lorenzo Barro. Da quel giorno molte dinamiche sono cambiate in me, interessando vari aspetti della mia vita: famiglia, amicizie, compiti pastorali e impegni di servizio, stili, priorità (non avrei mai progettato di tornare a studiare…). […] E ora si parte! La valigia è quasi pronta; il visto è arrivato; la prima parte della formazione sui fondamentali è completata. Molte volte ho paragonato quanto sto vivendo ad un “guado”: sai cosa hai vissuto e il cammino fatto, sai che c’è ancora tanto cammino da farsi, era necessario e imprescindibile prendere fiato o, meglio, la rincorsa! In valigia porto con me anche la trepidazione per la vastità del compito, la serenità che non mi ha mai abbandonato, gli sguardi e gli incontri di questo periodo, l’attesa di conoscere quella terra benedetta da Dio, il mandato di andarci a nome vostro. Ora mi aspettano un aereo (tre aerei, a dire il vero…), una macchina adatta all’occasione da comprare, un impegno da cui lasciarsi saggiare.”

Molti avvenimenti mi richiamano al bisogno e alla necessità di “cambiare”: luoghi del passato si modificano inevitabilmente, relazioni si intensificano e altre si “liberano”, il legame con alcuni ambienti di vita acquista forze o modalità nuove, … tutto acquista una nuova fragranza se visto in controluce della presenza del Risorto! In molte occasioni ho già ribadito il caposaldo per cui io parto: vado in nome e per conto della fede del Popolo di Dio della diocesi di Concordia-Pordenone e di voi che mi state leggendo. Vado, per portare la Buona Notizia che nel Risorto le relazioni non si sfilacciano con la morte o con le partenze, ma acquistano gusto eterno e generano vicinanze e legami più forti delle distanze.

Dico la verità. Non so ancora cosa troverò: di fatto, è la prima volta che tocco suolo africano. Certo, diaspiace lasciare, ma è anche verissimo che il Buon Dio non mi ha mai fatto perdere la serenità di fondo.

Qualche giorno fa stavo ripensando a tutto il percorso fatto in preparazione a questo momento. Al corso CUM a Verona di settembre-ottobre, un giorno ci è stato chiesto di sintetizzare con una parola il nostro approccio alla missione. Ricordo la parola che avevo scelto: “saggiarsi”, sia nel senso del lasciarsi mettere alla prova, sia nel desiderio di diventare più “saggio” a contatto con altre culture e modi di intendere la realtà.

In tutta onestà, oggi mi sentirei di ribadire questa parola e entrambi i significati. Non parto per cambiare il mondo, ma solo per dare il mio contributo per poter migliorare me stesso e per mettermi a servizio di un’umanità dove Dio sta precedendo.

Queste le mie impressioni a meno di un giorno dalla partenza. E al termine di un mesetto di Italia.

Desidero ringraziare la mia famiglia per l’accettazione non facile ma preziosa del mio “sì” a questa avventura. Desidero ringraziare chi son riuscito ad incontrare in questi giorni, come gruppo o come persone individualmente. Desidero ringraziare le comunità cristiane che mi hanno ospitato e con cui ho condiviso una testimonianza o una celebrazione. Desidero ringraziare chi vorrà tenersi in contatto con me in vari modo possibili (vi aggiornerò sicuramente appena avrò consapevolezze più certe in merito…). Desidero ringraziare chi mi avrà aiutato per il progetto diocesano dell’acquisto del mezzo adatto per compiere la missione. Desidero ringraziare chi si è fidato di me nel percorso spirituale e (permettetemi) chi continuerà a farlo anche se a distanza. Desidero, infine, ringraziare il Buon Dio e la mia diocesi di provenienza e di destinazione, per la fiducia che stanno riponendo in me nella speranza di essere un buon costruttore di “ponti”.

Vado verso la conclusione. Nella confusione di queste settimane, magari qualcuno non ha ricevuto la mia mail precedente: la inoltro per evenienza (se l’avevate già ricevuta, cancellate pure…). La prossima volta conto di scrivervi dal Mozambico: da parte mia, prometto di cercare di aggiornarvi, ma già c’è una pagina facebook funzionante e un certo legame anche con il settimanale diocesano. Vi chiedo di continuare a ricordarci l’un l’altro, anche e soprattutto con la preghiera!! “Se Deus quiser”, a presto!!

padre Loris Vignandel

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